“Ed il buon orecchio ascolterà la saggezza”
Quando ero in formazione per diventare un’esperta certificata in Antiginnastica, il primo testo che mi venne consigliato fu “L’orecchio e il linguaggio” di Alfred Tomatis. T.Bertherat, creatrice dell’Antiginnastica, aveva tenuto molto in considerazione gli scritti di Tomatis arricchendo il suo metodo con molte delle intuizioni sul suono, sulla voce e sull’orecchio di T. Tomatis era un medico otorinolaringoiatra molto conosciuto in Francia e i suoi studi, che lo portarono a sviluppare la sua teoria dell’ascolto, attirarono l’attenzione di tutta la comunità scientifica del suo tempo ed anche quella di Thérèse. Anatomicamente l’orecchio è uno degli organi più complessi e si articola su tre “livelli”: esterno, medio ed interno. L’orecchio esterno va dal padiglione alla membrana del timpano. Il medio è la parte dove si situa la catena degli “ossicini” formata da martello, incudine e staffa. L’interno, quello più complesso, è il labirinto e comprende due organi: il vestibolo ( che controlla equilibrio ) e la coclea che è nello specifico l’organo dell’udito. La cosa oltremodo interessate è che il martello, l’incudine e la staffa hanno un origine embriologica diversa ed è per questo che hanno anche una irrigazione vascolare individuale ed una innervazione indipendente. “Il martello e l’incudine sono scolpiti uno dopo l’altro da una cartilagine detta di Meckel, la staffa è abbozzata sulla cartilagine di Reichert. Dalla cartilagine di Meckel, parte la MANDIBOLA, con tutti i suoi attributi muscolari, vascolari e nervosi. E’ così che la BOCCA e la parte più esterna dell’orecchio medio SONO UN UNICO BLOCCO, mentre la staffa costituisce un’unità con I MUSCOLI FACCIALI(escluse le palpebre). QUINDI SI PUO’ DIRE CHE L’ORECCHIO MEDIO AZIONA L’UNITA’ FUNZIONALE ORECCHIO-BOCCA-VOLTO”.
Già nel buio della note intrauterina, il feto si nutre dei suoni della madre. Può ascoltare il suo battito cardiaco, i rumori del suo tratto digestivo, la respirazione. Tomatis afferma che sente un suono simile al rumore di una cascata e mentre sente il feto si anima in viso, indovinate dove? A livello delle labbra, che si protendono come per succhiare! Insomma, il bambino “è senza linguaggio ma è già in grado di sentire”. Dopo il parto, il bambino verrà accarezzato e nutrito da quella stessa voce che “sentiva” quando era nel grembo e si ciberà del suo latte ma anche della sua voce. “Questo nutrimento vocale è necessario alla strutturazione umana quanto la poppata”. Questo è lo “stadio affettivo del linguaggio” a cui presto seguirà lo stadio “ludico”: il bambino prende coscienza della possibilità di fare rumore e così inizia a giocare con il suono: grida, si risponde, si stupisce del suono, prende coscienza delle sue possibili modulazioni. Secondo Tomatis, questa è la fase più primordiale nel condizionamento dell’orecchio all’ascolto… all’ascolto di noi stessi! Noi ci inoltriamo nel mondo sonoro attraverso l’ascolto della nostra propria voce. Questa fase è l’ETA’ DELL’ ORO del linguaggio: ogni intralcio a questo processo pregiudicherà la strutturazione della funzione parlata. Dopo di questa, nascerà il linguaggio ed il bambino inizierà gradualmente a parlare. I primi richiami ma-ma-ma-ma o pà-pà-pà disegnano la famiglia. Se rimangono inascoltati, senza risposta, perché magari la madre o il padre sono assenti o impegnati, il gioco di costruzione perderà attrattiva ed il il bambino non saprà per chi e con chi parlare.
“E’ dalla possibilità di udirsi che nasce la capacità di ascoltarsi. E’ dalla capacità di ascoltarsi che nasce la facoltà di parlare”.
In Antiginnastica l’udito è il senso più stimolato. La vista è spesso tenuta fuori dal movimento: gli occhi sono al soffitto e viene richiesto alla persone di provare a non guardare. Nasciamo come animali uditivi e, nei primi anni di vita, strutturiamo gran parte del nostro contenuto emotivo sulla scia della parole che ascoltiamo. In Antiginnastica si ascoltano le parole pronunciate dall’esperto. Non c’è altro da fare. I movimenti proposti sono sempre e solo “ascoltati”. Affidarsi soltanto all’udito per un paio d’ore richiede un ‘ attenzione più precisa, più ampia ma l’effetto è quello di un miglioramento della nostra capacità di apprendere e assorbire le informazioni. I continui movimenti proposti per rilasciare le tensioni della mandibola rendono l’ascolto più possibile e più efficace. Si può avere la sensazione, durante una seduta, di potersi fidare pienamente delle proprie orecchie e di avere un campo uditivo più vasto. Si può arrivare a sentire un soffio d’aria o il respiro della persona che ci sta accanto, seppur silenzioso. Alcune discipline esoteriche ritengono che ritornando ad un livello in cui la nostra memoria era come nella prima infanzia, prettamente uditiva, la coscienza stessa possa passare ad un livello più alto. Non so quanto questo sia vero, fatto sta che l’ascolto ” attento” di noi stessi e degli altri ci condurrà di sicuro verso un futuro migliore

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