Nel metodo M., così come in Antiginnastica, i muscoli non vengono mai rafforzati direttamente e, anzi, insistere sul loro rafforzamento (come succede il molti metodi alla moda oggi) porta ulteriori scompensi alla muscolatura. Vediamo perchè, ripercorrendo brevemente i principi del metodo.
I muscoli si comportano come un unico grande muscolo: i numerosissimi muscoli poliarticolari della colonna sono come le tegole di un tetto. Non è possibile lavorare su di un singolo muscolo senza che tutta la catena venga interessata. Tutti questi muscoli sono TROPPO FORTI E TROPPO CORTI ( repetita iuvant!). Non esiste nessun movimento che non influenzi la catena muscolare posteriore: quando solleviamo le braccia oltre il limite articolare o quando incrociamo le gambe (ad esempio) la catena muscolare si accorcia.La somma di queste continue contrazioni concentriche della catena fa sì che questa sia troppo forte e troppo corta, appunto.
Qualunque tentativo di allungare questa catena , uno sforzo o un dolore blocca il diaframma in inspirazione.Il diaframma di per sè è un muscolo molto contratto che intreccia le sue fibre con ii muscoli posteriori: forzare il respiro non serve! Non c’è nessun respiro da educare ma solo da liberare!
Tutte queste osservazioni non sono frutto della mia esperienza, ovviamente, ma di quella di F.Mezieres che le racchiuse nel suo scritto “Rivoluzione in ginnastica medica” del 1949. 1949: evidentemente, per essere ancora a questo punto, direi che nessun ortopedico ha letto i suoi scritti. Certo, una DONNA che rivoluziona la ginnastica medica non è degna di essere considerata!
Ancora oggi sento ovunque: “Signora, ha la schiena troppo debole!” e quindi via a rinforzare la muscolatura. Nel migliore dei casi, la ginnastica correttiva classica, effettua un rinforzo muscolare concentrico della muscolatura anteriore spesso ipotonica e cerca di allungare con stiramenti settoriali la muscolatura posteriore. Ma lo stiramento analitico della muscolatura posteriore (streching) non crea risultati duraturi e non agisce sui muscoli più retratti della catena. Inoltre, il rinforzo della muscolatura anteriore fatto senza cosiderare il “dietro” del corpo, non fa altro che aumentare la compressione muscolare a carico delle articolazioni.
Ottenere un allungamento complessivo dei muscoli è COMPLICATO. Non dobbiamo farci trarre in inganno dallo stretching analitico: il fatto di “sentir tirare” non significa nulla. E’ un allungamento fittizio del muscolo che durerà poco: un atleta che fa stretching per anni vedrà la propria elasticità ridursi notevolmente appena smette per qualche settimana.Inoltre, un allungamento settoriale della muscolatura sarà elaborato dai centri nervosi come “destabilizzante” della postura. E’ quindi fondamentale mettere in tensione gli estremi della catena muscolare con posture isometriche eccentriche.
Per questi motivi, e non solo, non è necessario tonificare direttamente i muscoli anteriori (ventre, davanti delle cosce…); questi muscoli diverranno tonici in autonomia man mano che la catena muscolare posteriore ritrova il suo equilibrio e la sua lunghezza.
E quindi, per farla breve, i classici addominali non servono?
La risposta è: “No, non servono e possono addirittura essere dannosi”.

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