A cosa può essermi utile un percorso di Antiginnastica?

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Ho spesso parlato dell’Antiginnastica, di questo innovativo metodo di lavoro sul corpo creato dalla fisiokinesiterapista T.Bertherat in Francia.

Nel concreto, a cosa può essermi utile? Crediamo che una serie di sintomi, anche invalidanti, che sperimentiamo durante la quotidianità possano essere approcciati unicamente con la somministrazione di farmaci o integratori: è sicuramente vero e continuando la mia riflessione non intendo negare la validità dei trattamenti medici quando necessari. Però, è davvero l’unica strada usare l’aspirina per ogni mal di testa, la chirurgia immediata per ogni sciatalgia o gli antidolorifici a vita per ogni lombalgia? E’ possibile quantomeno contemplare un approccio al sintomo che non sia unicamente ingerire una compressa? Olos, termine ormai abusato per indicare l’unione tra corpo, mente e spirito: se non ci fosse nulla da tenere insieme e cominciassimo a “sentire” che siamo un’unità senza distinzione? Già da tempo le neuroscienze non parlano più della dialettica mente/corpo ma di un EMBODIED SELF, un sè incarnato. E’ stato ormai appurato che nessun lavoro che interessa la psiche può prescindere dal corpo, perchè, nei primi anni di vita ogni esperienza è immagazzinata in una memoria fatta di emozioni e sensazioni piuttosto che di parole e questa esperienza del corpo( e della mente) preverbale può essere contattata solo attraverso un lavoro che coinvolga tutto l’essere (incluso il corpo e per corpo intendo muscoli, nervi, ossa, viscere). Perchè dovrei in fin dei conti ricontattare questa esperienza preverbale? Per trarne quale beneficio? Insomma, posso solo goffamente rendere più comprensibili gli scritti e gli studi di Mauro Mancia che, nei suoi testi, ci parla di “inconscio non rimosso”: tutto cio che precede la parola è nel corpo, per farla semplice. L’inconscio è SPALMATO, per così dire, anche nella memoria fisica, corporale. Come sono stato accudito, come mi hanno tenuto in braccio, come sono stato allattato, come mi hanno sostenuto il capo, come è stata la mia vita intrauterina (addirittura!) : tutto questo ha influenzato enormemente la persona che sono oggi, i miei schemi di comportamento, come mi muovo nel mondo, le mie angoscie e le mie ansie. “COME SAREMO DA ADULTI DIPENDE DALLE MEMORIE CORPOREE DEI PRIMI DUE ANNI DI VITA” (M.Mancia).

Come tutto questo si relaziona la sintomo che provo adesso e come l’Antiginnastica si inserisce in questo discorso?

In uno dei suoi testi più importanti, Antonio Damasio (neurologo e neuroscienziato) ci parla della maniera in cui deteminati eventi traumatici,vissuti durante l’infanzia, siano in grado di determinare una precisa strutturazione del nostro sistema nervoso che, per farla semplice, determinerà sul lungo periodo la nostra strada verso la salute o la malattia.

Questo cosa significa? Che siamo condannati ad un vita di malattia senza poter fare nulla per “riparare” questo passato rimosso e stipato da qualche parte nel corpo (potremmo azzardare a chiamarlo sintomo?). Per fortuna non è così: le neuroscienze lo confermano ma prima di loro ci avevano pensato tutte le medicine e le tecniche di guarigione “antiche”. The brain that changes itself, il cervello che cambia sè stesso, per citare un libro di N.Doidge.

Attraverso un lavoro metodico, preciso, lento come quello dell’Antiginnastica, è possibile, a poco a poco, aprire la porta di accesso all’esperienza preverbale : le emozioni sono il ponte, la connessione tra la mente ed il corpo. Le emozioni represse possono affiorare man mano che lavoriamo sui muscoli, sul respiro, sulla nostra realtà anatomica e fisiologica. Sembra incredibile ma è così! Tutto può essere “guarito”; possiamo occuparcene attivamente e provare a contattare i nostri sintomi più da vicino. T.Bertherat racconta che aveva lavorato a lungo con una donna che aveva molto male all’anca: dopo alcune sessioni di lavoro la donna ricorda improvvisamente che, da molto piccola, aveva avuto un incidente all’inguine molto grave del quale, fino a quel punto, non aveva più memoria. Quel forte dolore provato all’epoca le aveva letteralmente congelato l’articolazione che lei, di fatto, non riusciva quasi più a muovere. Solo dopo ave contattato quello spavento, quella paura e quelle antiche emozioni la donna era pian piano migliorata. L’Antiginnastica è prettamente una pedagogia, non un lavoro di guarigione, semplicemente perché nulla avviene dall’esterno. L’esperto certificato, che guida le sessioni di lavoro studiando a lungo, non impone nulla: né contatto, né integratori, né medicine. Il lavoro lo fa la persona, riconquistando a poco a poco i suoi ritmi ed i suoi tempi che, consentitemi, non sono i tempi delle palestre o delle caotiche stanze di uno studio olistico zeppo di gente. Le porte del sistema nervoso si aprono con delicatezza: senza rumori, senza suoni invadenti, senza coercizioni e soprattutto tenendo fuori i cellulari mentre si lavora.

Un metodo in controtendenza rispetto alle infinite possibilità di praticare discipline olistiche anche da casa fissando lo schermo del pc? SI, decisamente. A mio avviso, però, una delle poche strade per, parafrasando M. Erickson, “sapere quello che già sapevate ma che non sapevate di sapere per poter, così, finalmente ricominciare”.

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