N.B. Questo articolo non intende in alcun modo sostituirsi al parere del medico. Sono delle riflessioni fatte sulla base delle mie conoscenze e delle mie esperienze lavorative con l’Antiginnastica. E’ da considerarsi, dunque, un articolo meramente divulgativo.
L’alluce valgo è una delle patologie più diffuse del piede. Si presenta come una deviazione laterale dell’alluce che, inclinandosi progressivamente verso le altre dita, determina a catena una deviazione assiale anche di queste. Contemporaneamente, si viene a formare una sporgenza ossea sul lato della base del dito che, nel conflitto con la calzatura, porta alla formazione di una borsite dolorosa che può rende difficile la deambulazione.

Spesso viene consigliato l’ intervento chirurgico, che ha come obiettivo il riallineamento dell’alluce con l’osso metatarsale e il ripristino della funzionalità articolare ma purtroppo l’intervento non è sempre risolutivo; potrebbero esserci delle recidive e la possibilità di dover programmare un secondo intervento. Nel mio studio ho lavorato con persone che avevano effettuato tre interventi non risolutivi. Che cosa accade? Perché, nonostante la chirurgia, l’articolazione metatarsale continua a sporgere? Il piede è una delle strutture di sostegno più complesse del corpo: è costituito da un vasto numero di ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti. Essendo posto in basso, è costantemente bistrattato, nascosto, dimenticato. Il piede è in realtà una straordinaria opera di architettura biologica che ci consente di mantenere la stazione eretta, di ricevere e fornire informazioni sulle oscillazioni dell’ intera massa corporea, di ammortizzare la camminata e di raccogliere informazioni spaziali, termiche, tattili e traumatiche per poi trasferirle al cervello.
Come possiamo prenderci cura dei nostri piedi per evitare che si deformino?
Il primo punto di partenza sono le calzature. Siamo abituati ad indossare delle scarpe anti fisiologiche sin da quando siamo piccoli. Le scarpe in commercio assecondano le mode e il mercato ma non tengono assolutamente conto della conformazione del nostro piede: di solito hanno una pianta molto stretta che non lascia spazio alle dita di muoversi liberamente. Sono fornite anche di tacco, varie suole interne per il sostegno della volta plantare e realizzate in materiale sintetico.

Una scarpa fatta per assecondare la naturale fisiologia del piede dovrebbe, invece, essere bassa, in materiale naturale traspirante ed avere una pianta larga davanti, così come è l’avampiede, e più stretta dietro, così come è il tallone evitando di comprimere l’alluce e le altre dita. Dovrebbe, inoltre, consentire al piede di essere poggiato sul suo “poligono di sostegno” ( testa del primo metatarso, testa del quinto metatarso, calcagno) e non avere suola. Perché? Quando la soletta aderisce al piede si incolla alla volta plantare impedendole di fare il suo lavoro: scaricare correttamente il peso a terra, consentire l’adattamento a superfici irregolari, sollecitare la pompa venosa plantare. I tacchi, ancora, impediscono al calcagno di toccare terra (sottraendo al piede un sostegno importante) e non consentono ai muscoli posteriori della gamba di allungarsi ad ogni passo. Le persone, quasi tutte, che hanno già dei polpacci troppo contratti indossando dei tacchi possono avere la sensazione di sentirsi meglio ma in realtà, così facendo, continuano ad incrementare lo squilibrio tra i muscoli anteriori ed i muscoli posteriori della gamba. I tacchi sono a tutti gli effetti delle protesi, che inibiscono i muscoli posteriori e rendono la caviglia ancora più rigida.

Françoise Mézières diceva che ” i piedi sono il soldato semplice dell’esercito”. Vengono caricati di tensioni muscolari e posturali che vengono dall’alto e non sono messi neppure in condizione di poter rispondere adeguatamente! Per aver cura dei propri piedi il primo passo è dunque quello di dotarsi di calzature appropriate: pianta larga, tomaia in sughero o altro materiale naturale traspirante, senza tacco e sostegno plantare. Ma è sufficiente? NO! In un prossimo articolo parlerò dell’importanza del lavoro sulla muscolatura dei piedi con L’ Antiginnastica e degli enormi benefici che se ne possono ricavare.

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