Come forse saprete, l’intestino è un organo chiave per la nostra salute, al pari del cuore o del fegato però, nel mondo Occidentale, non gode della stessa considerazione riservata agli altri organi e ci si occupa di lui solo quando sopraggiunge qualche patologia. In linea di massima, se l’intestino evacua con regolarità, siamo indotti a pensare che vada tutto bene; questo è vero solo in minima parte dato che l’intestino presiede ad una quantità enorme di reazioni che hanno ripercussioni in diversi distretti corporei anche distanti e che, a prima vista, nulla hanno a che fare con le problematiche dell’apparato digerente. In questo breve articolo cercherò di spiegare semplicemente e brevemente perché l’Antiginnastica, il metodo di T.Bertherat, può essere di supporto ( e ripeto SUPPORTO) in caso di problematiche intestinali e/o per mantenere in buona salute il nostro intestino.
L’intestino umano è una cavità priva sia di luce che di ossigeno, nello strato mucoso, che ospita una biomassa batterica impegnata a lavorare per noi giorno e notte nel tentativo di mantenerci in salute. Questa biomassa è però fortemente minacciata dall’abuso di farmaci (antibiotici, fans, antidepressivi e tranquillanti), dal mancato rispetto dei ritmi circadiani, dalla scarsa qualità dei cibi che mangiamo e , non ultimo, dallo stress. Questi fattori, per citarne alcuni, portano ad una modificazione della suddetta biomassa favorendo l’instaurarsi di uno squilibrio della flora batterica che viene definito “disbiosi” e che è ormai risaputo essere la causa favorente per l’instaurarsi di malattie croniche. Questo perché l’intestino è considerato un vero e proprio organo a spiccata attività immunologica, forse il più importante. Sotto lo strato epiteliale circolano mastociti, macrofagi, eosinofili, linfociti T e B e plasmacellule con produzione di immunoglobuline e citochine. Tutto il sistema di difesa sia umorale che cellulo-mediato è presente in forze. La possibilità di ottenere una stimolazione di anticorpi, elettiva a livello intestinale, può rappresentare dunque un grande vantaggio clinico, se pensiamo che in quest’organo si attuano numerosi processi immunitari di difesa dell’ospite nei confronti di potenziali aggressori provenienti dall’ambiente esterno. Assodato che le terapie dietetiche siano uno dei pilastri per il recupero della salute nell’organismo, vorrei soffermarmi sull’azione esplicata dallo STRESS sul sistema digerente.
I vasi sanguigni degli organi responsabili del processo digestivo, in una situazione stressogena, si restringono, inibendo l’opportuna irrorazione della mucosa di stomaco e intestino. Questo altera di conseguenza il processo digestivo e può provocare lo sviluppo di un’infiammazione estesa. Lo stress, infatti, provoca la morte di importanti batteri intestinali e scatena diverse reazioni biochimiche, le quali portano a una rottura delle giunzioni cellulari, le cosiddette “tight junctions”. Questo permette ad agenti patogeni, tossine e batteri di oltrepassare la barriera intestinale e giungere quindi nel sangue: si parla a questo proposito di “Sindrome dell’intestino permeabile”. Questo danneggiamento della mucosa intestinale compromette anche il coretto assorbimento dei nutrienti, causando di conseguenza una carenza alimentare. Ciò si traduce in stanchezza cronica, flatulenza, dolori addominali, articolari e muscolari oltre a far sì che la muscolatura prettamente intestinale non sia più in grado di lavorare correttamente e ad alterare la funzione digestiva a lungo termine. Lo stress ha quindi un enorme impatto anche sul Sistema Nervoso Enterico(SNE), che con i suoi 500 milioni di neuroni controlla in autonomia la muscolatura interna dell’intestino. Il SNE e il Sistema Nervoso Centrale comunicano tramite le fibre nervose del Vago e dialogano con altri sistemi del corpo. Il modo in cui i vari sistemi del corpo si connettono tra loro riveste enorme importanza, perché se si attivano determinati mediatori comuni in diversi distretti vengono a generarsi risposte o riflessi in distretti lontani o non previsti. Ad esempio, in caso di infiammazione intestinale si produce un eccesso di serotonina che colma i sistemi di riassorbimento e desensibilizza i recettori: questo può causare un blocco della peristalsi. Allo stesso tempo l’infiammazione attiva enormemente l’enzima che demolisce la serotonina e quindi si può avere, nel tempo, a livello cerebrale, un forte deficit della molecola con conseguente depressione.
Infiammazione, alterazione intestinale e depressione possono quindi essere manifestazioni dello stesso processo. L’infiammazione intestinale causata da ansia e/o stress si ripercuote anche sul nervo vago o pneumogastrico, particolarmente sensibile allo stato infiammatorio.
Come l’Antiginnastica può aiutarci a migliorare la condizione del nostro tratto digerente?
Vi ho più volte parlato dei movimenti lenti e precisi dell’Antiginnastica. Questi movimenti sono tutti accompagnati dal respiro e il lungo tempo della seduta è dedicato alla liberazione del diaframma toracico (assieme agli altri diaframmi del corpo) spesso limitato nel suo movimento fisiologico da una muscolatura posteriore troppo contratta.
La mobilità diaframmatica risulta spesso particolarmente alterata anche nei casi di ernia jatale (parte di esofago e stomaco risalgono all’interno della cavità toracica) e di numerose patologie a carico del tratto intestinale. Recuperare la fisiologica espansione diaframmatica permette un corretto movimento di “rimescolamento” del contenuto gastrico e intestinale, garantendo un’efficiente attività del sistema digerente. Il suo funzionamento favorisce il movimento dei visceri migliorando la peristalsi e non solo: basti pensare al fatto che il diaframma si trova a stretto contatto con organi molto importanti come il fegato (fondamentale per la purificazione del sangue); dietro ai pilastri diaframmatici troviamo la cisterna di Pecquet o cisterna del chilo (centro di raccolta della linfa degli arti inferiori), e la milza (produce alcune cellule di difesa immunitaria chiamate linfociti, immagazzina ferro, ecc). Quando il diaframma non è libero nel suo movimento fisiologico posso dunque esserci anche problematiche linfatiche o relative ad altri organi interni, incluso il cuore (basti pensare che il movimento ritmico e regolare del diaframma “massaggia” anche il cuore). L’attività diaframmatica influenza anche in modo diretto il Nervo Vago e tutto il sistema nervoso autonomo
( al quale il vago appartiene) con importanti ripercussioni su attività quali battito cardiaco e molte attività metaboliche. L’attenzione al corpo, il ritmo lento e cadenzato delle sedute, l’assenza di performance tipiche di una seduta di Antiginnastica consentono, assieme alla scelta ponderata dei movimenti (che non sono mai casuali) di abbassare notevolmente lo stress e di stimolare l’attività dei Sistema Nervoso Autonomo (sbadigli,sonno, freddo, lacrime) apportando benessere alle fibre vagali e al SNE, ad esso interconnesso. La riduzione dello stress, la presa di contatto con il respiro e con il corpo può essere in grado di “abbassare l’infiammazione”. E’ stato ampiamente dimostrato che l’attenzione al respiro ( un prerequisito anche della meditazione) riduce la produzione di cortisolo, pressione sanguigna, frequenza cardiaca, proteina c-reattiva, i trigliceridi, il fattore alfa della necrosi tumorale e supporta il microbiota intestinale. In assenza di stress, il microbiota produce acidi grassi a catena corta che esercitano effetti antinfiammatori ed antitumorali. Ecco perché una seduta di Antiginnastica può stimolare tutti questi complessi processi che portano il nostro intestino a migliorare il suo prezioso stato di salute.
P.S. Questo è un articolo meramente divulgativo. L’Antiginnastica NON è una terapia medica ma un metodo di lavoro sul corpo pedagogico. Se si hanno problematiche intestinali è necessario rivolgersi sempre al proprio medico. Tutte le informazioni contenute in questo articolo provengono da mie conoscenze personali. Di fondamentale importanza, lo studio dei libri e degli articoli del prof. Michael D.Gershon.

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